Animali felici

Animali felici 9

 

Animali felici
83’ • Italia, 1999 • 35 mm colore
Scritto e diretto da Angelo Ruta
Prodotto da Ottavio Palmetti e Roberto Magani per Digital Group

 

 

  • con Adriana Libretti, Pietro Ubaldi, Christian Bani, Oumar Ba, Roberto Anglisani, Romano Singlitico.
  • altri interpreti: Pia Engleberth, Angela Ricciardi, Barbara Braconi, Laura De Biase, Mary Rinaldi, Filippo Arcelloni, Margherita Antonelli, M. Vittoria Mangone, Diego Parassole, Tiziana Della Porta, Brunella Andreoli, Lello Cassinotti, Claudio Batta, Roberto Paolini, Rosi Cannas, Cinzia Spanò, Lucio Morelli, Roberta Turconi, Cristina Carotti, Alessandro Quasimodo, Paola Negri, Chiara Ciammaichella, Giorgio Fregapane, Antonio Minischetti

 

 

 

  

 

 

 

 

 

 

 

IL FILM

Sullo sfondo di una Milano inquieta, alcuni destini si incrociano: Milena ha perso suo figlio e assiste in ospedale, per errore, uno sconosciuto; Marco, il suo capufficio, investe un ragazzo in motorino e lo abbandona per evitare problemi; Cristina, amica di Milena e farmacista, non si lascia impietosire da Phati, ladro di fiori, che ha bisogno di un antidolorifico. Fabrizio, chirurgo plastico, deve lottare con una moglie ossessionata dal passare degli anni, mentre Lorenzo, suo collega e amico, con un gesto estremo cercherà di cambiare vita.

IL CAST

  • Oumar Ba, attore senegalese, rivelazione del film “Ferie d’agosto” di Paolo Virzì, ha lavorato con Ugo Gregoretti, Bruno Bigoni e Mario Monicelli.
  • Roberto Anglisani, grande affabulatore del teatro per ragazzi, è stato coprotagonista di Francesco a testa in giù con Marco Baliani.
  • Pia Engleberth si è formata alla Scuola del Piccolo Teatro di Milano ed è nota al grande pubblico per la partecipazione al trio “Le Sorelle Sister”.
  • Adriana Libretti, attrice e doppiatrice, è alla sua prima prova da protagonista in un film.
  • Pietro Ubaldi, attore e doppiatore, si è occupato per anni di programmi televisivi per ragazzi.
  • Brunella Andreoli, autrice e attrice, ha una lunga esperienza come insegnante di teatro.

LE MUSICHE

  • Luca A. Sarni e Valentino Finoli hanno composto la colonna sonora su un impianto klezmer, che rispecchia il tono beffardo del film e ne accompagna le scene quasi come una voce fuori campo
  • Tutti i brani sono stati eseguiti da musicisti esperti nel linguaggio klezmer
  • al violino Maurizio Dehò e alla fisarmonica Gian Pietro Marazza
  • ai clarini e al sax Valentino Finoli
  • alle trombe Giacomo Marson, al trombone e al basso tuba Gigi De Gaspari
  • al violino Stefano Bonvini, al violoncello Claudia Poz
  • al pianoforte, contrabbasso e percussioni Luca A. Sarni
  • Le musiche sono state registrate presso Digital Group Recording Studio, a Milano, e mixate da Luca A. Sarni                       

 

                          

 

NOTA DELL’AUTORE

(Scritta per la pubblicazione della sceneggiatura e della videocassetta del film nella collana “Film & Psiche” – Zephyro Edizioni).

Rileggendo le bozze di Animali felici tornano alla memoria inevitabilmente tutti i ricordi legati al film, primo fra tutti quello degli amici che se ne sono andati.
Se avessi saputo che era l’ultima volta che lavoravo con Oumar, gli avrei fatto fare la parte del poliziotto, come mi aveva chiesto tante volte, “invece del vu’ cumprà”, che gli facevano fare tutti; riguardando le sue scene (confesso che faccio fatica, perché ogni volta si riapre una ferita) lo ritrovo com’era, con la sua allegria contagiosa e una straordinaria vitalità.
Rivedo anche Ottavio nel sottotesto del film, dietro le quinte o nei lunghi mesi della postproduzione; è merito della sua sana incoscienza essere arrivati alla fine senza perderci d’animo mai.
Il cinema può allungare smisuratamente la vita a chi si vuole bene; e allora mi piace pensarli insieme in qualche terra di mezzo, felici davvero.

Mi sono chiesto spesso come sia nata l’idea di Animali felici, e a esser sincero non riesco a venirne a capo; ho intrecciato tante piccole storie tratte dalla cronaca, ricavando da ciascuna di queste il relativo protagonista, che ho fatto poi interagire con gli altri.
Perché sono convinto che, riflettendo la realtà, un film abbia la possibilità di far riflettere su di essa, anche servendosi di una moralità contraria a quella del suo autore.
Molto più tardi, a mia insaputa, Baldo Lami ha dissotterrato cose che non credevo di avere sepolto; e mi ha fatto ripensare alla genesi del percorso creativo, rafforzandomi nell’idea che da ogni incontro si impara qualcosa.
E questo film è stato un’occasione per molti incontri: non avrei saputo fare a meno di Sergio De Feudis per la fotografia, Carlotta Cristiani per il montaggio, Totoy Santoro per le scene e Paola Catinella che è un aiuto insostituibile; e neanche degli attori, che in generale sono riusciti a dare coralità e compattezza a una struttura frammentaria, come se ciascuno, recitando la propria parte, avesse in mente il tutto e il proprio posto all’interno di esso.
Un film è una cosa che si fa insieme, per quel che mi riguarda non potrebbe essere altrimenti.

Un discorso a parte meritano le musiche.
Credo che Luca A. Sarni e Valentino Finoli, per avermi sopportato mentre le scrivevano e le registravano, abbiano ottenuto l’apertura di un processo di beatificazione; e come loro anche gli straordinari strumentisti, dal violino di Maurizio Dehò alla fisarmonica di Gian Pietro Marazza.
Il fatto è che già quando scrivevo il film mi ero fatto un’idea precisa, convincendomi che le sonorità klezmer potessero incarnarla in pieno: intanto per l’alternarsi emotivo e ritmico, in cui convivono ironia, dramma, allegria sfrenata e tristezza; poi perché è una musica legata alla danza, e nel passaggio da una scena all’altra, da un personaggio all’altro, è come se si susseguissero figure di un “ballo generale”.

Nel presentare questo lavoro, ho cercato di non perdere il ritmo che si deve anche alle musiche, sforzandomi di rendere meno tecnica la scrittura; inoltre, pur tenendo conto del susseguirsi del montaggio delle scene, ho tentato di ricostruire la sceneggiatura come era prima di diventare film.

FESTIVAL

Animali felici è stato prodotto senza finanziamenti pubblici, e questo ne ha sostanzialmente impedito una normale distribuzione in sala (a eccezione di Milano).
Ha partecipato a molti Film Festival, da Torino a Bradford, Buenos Aires, Saarbrucken, Stuttgart, Los Angeles e Gavà; è stato l’unico film italiano in concorso al Victoria Film Festival, in Canada, accanto a War zone di Tim Roth e Ghost dog di Jim Jarmusch (che lo ha vinto).

  • 20/28 novembre 1998 – XVI Torino Film Festival  Indipendenti Italiani
  • 5/12 dicembre 1998 – Messina Film Festival  Concorso
  • 5/20 marzo 1999 – Bradford Film Festival  Shine / New features and shorts from emerging European film-makers
  • 1/12 aprile 1999 – Buenos Aires Film Festival  Panorama
  • 12/18 aprile 1999 – Arezzo Cittadella del Cinema Indipendente  Concorso
  • 8/13 giugno 1999 – Filmfest Ludwigsburg / Stuttgart  Concorso internazionale
  • 24/31 luglio 1999 – Genova Film Festival  Indipendenti italiani
  • 24/31 gennaio 2000 – Max Ophuls Preis – Saarbrucken  Nuovo cinema europeo
  • 4/10 febbraio 2000 – Victoria Independent Film & Video Festival  Concorso internazionale
  • 27 marzo /1 aprile 2000 – Los Angeles Festival del Cinema Italiano  Concorso
  • 3/12 novembre 2000 – Festival Internacional de Cenema del Medi Ambient – Gavà Barcelona  Concorso internazionale

LINK

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